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Il terzo millennio

Viviamo in un epoca piena di cambiamenti, ed uno dei fattori che più di tutti ha rivoluzionato il nostro tempo è stata la cosidetta rivoluzione industriale 4.0, o, rivoluzione della Smart Industry.
Questo concetto deriva dalle notevoli migliorie compiute nel campo della produzione: nuove tecnologie produttive che creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti.

Dal 17 al 19 maggio i cancelli di Fieramilano si apriranno per un appuntamento immancabile per tutti gli addetti ai lavori dell’automazione industriale.

L’innovazione tecnologica come punto fondamentale per un nuovo modo di fare industria e imprenditoria, grazie a startup innovative, brevetti e alla anche di organi istituzionali come Università e istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche. È questo il panorama che ci si troverà davanti a Milano al Technology Hub, un appuntamento che promette di bissare la scorsa edizione che aveva già raccolto numeri importanti.

Nel settore dell’automazione industriale, i manipolatori sono sempre più indispensabili per velocizzare e rendere estremamente precisi i processi produttivi.

Un manipolatore industriale rientra nella grande famiglia dei robot industriali che riescono a svolgere numerose funzioni all’interno dei più disparati settori dell’industria. I manipolatori industriali sono generalmente multifunzione, riprogrammabili e controllati automaticamente.

Gli infortuni sul lavoro sono sempre un drammatico problema per le industrie del settore manifatturiero, ma quest’anno lNAIL punta sugli incentivi per le aziende virtuose.

Secondo la relazione annuale dell’INAIL – sempre uno degli appuntamenti che crea più attesa vista la tematica delicata e drammatica – gli incidenti sul lavoro nel corso del 2016 sono stati 642 mila, con un valore percentuale del tutto simile a quello dell’anno precedente. Se da un lato questo valore può far restare indifferenti data la non variazione rispetto al 2015, dall’altro lato, se si guarda sul lungo periodo, non si può non notare una significativa flessione rispetto invece al 2012.